La tutela patrimoniale come strumento per la trasmissione della ricchezza familiare è interesse primario per molti imprenditori, i quali cerchino di proteggere efficacemente i loro beni in un’ottica di pianificazione successoria.
Allorché, infatti, le condizioni di salute psico – fisica del titolare apparissero compromesse, i famigliari si potrebbero trovare in seria difficoltà. Pur non sussistendo una soluzione ottimale, esistono quattro strumenti giuridici che il nostro Codice fornisce per far fronte a questa evenienza.
1) Il testamento
Il testamento come strumento per la trasmissione della ricchezza familiare è suprema espressione del riconoscimento e della garanzia e tutela della proprietà privata nel nostro Ordinamento.
Esso inoltre, e secondo le intenzioni primarie del nostro Legislatore, è anche somma espressione della libertà privata e della libera determinazione del testatore nel disporre per il tempo in cui avrà cessato di vivere.
La sua triplice forma: olografa, pubblica e segreta, già risalente al diritto romano, si presta efficacemente per le differenti esigenze di tutela, con la necessaria flessibilità.
Preservati ex lege i legittimari, e negata tutela e garanzia ai fidecommessi, sebbene in questi ultimi anni tale figura sia stata rivalutata, contemporaneamente all’erosione delle classiche categorie romanistiche, ampia libertà viene conferita al de cuius nel disporre delle proprie sostanze e beni e ciò, unito all’acquisto a titolo particolare (legato), al modo od onere ed alla possibilità di apporre una condizione sospensiva o risolutiva, definisce i contorni di una figura giuridica ampiamente aperta.
Indubbiamente, sotto il profilo del massimo rispetto della volontà del de cuius, il testamento è l’istituto giuridico di elezione. Pur tuttavia, viste le stringenti condizioni di validità dell’olografo, e dell’ampia facoltà d’impugnazione per errore, incapacità, violenza e dolo, l’istituto romanistico presenta dei limiti intrinseci. La macchinosità, infine, dell’utilizzo di strumenti quali la riduzione in seguito a collazione ed imputazione ex se, ovvero il tecnicismo delle forme d’impugnazione, rendono quasi d’obbligo il ricorso al notaio e all’avvocato, quali professionisti del diritto in grado di sfruttare al massimo le potenzialità dell’istituto, che rimane comunque strumento di elezione nella trasmissione della ricchezza post mortem, anche per patrimoni ingenti, purché l’asset non sia eccessivamente complesso.
Lo studio legale avvocato Roberto Campagnolo è esperto in diritto delle successioni, e può dunque guidarvi nella redazione di un testamento, o nella predisposizione di una scheda successivamente acquisita da un notaio, che assicuri al de cuius un sereno passaggio generazionale, con conseguente trasmissione della ricchezza familiare.
2) La Società Semplice
La Società Semplice come strumento per la trasmissione della ricchezza familiare riveste un ruolo fondamentale in tema di pianificazione strategica del patrimonio.
Non potendo essere impiegata per svolgere un’attività sociale, essa offre tuttavia straordinarie opportunità in tema di gestione delle partecipazioni sociali, quote di aziende, immobili.
L’attività gestionale e statica può essere particolarmente utile per la conservazione a lungo termine di patrimoni, anche ingenti. Il patrimonio della società, inoltre, stante la sua destinazione ad un’attività imprenditoriale, è separato da quello dei soci, di talché i creditori non possono aggredire i beni della società fintanto che essa rimane in vita.
La società semplice offre importanti vantaggi anche in termini di pianificazione successoria. Essa infatti consente una transizione agevole del patrimonio da una generazione all’altra, preservando la continuità aziendale e il patrimonio familiare nel tempo. La società semplice è dunque attraente per coloro che desiderano proteggere il loro patrimonio senza i rischi di una gestione eccessivamente dinamica.
Lo studio legale avvocato Roberto Campagnolo, esperto in diritto ereditario e delle successioni, può aiutare l’imprenditore nel gestire proficuamente la pianificazione successoria.
3) La Holding
La creazione di una holding offre agli imprenditori l’opportunità di stabilire un gruppo societario, composto da società operative collegate (note come “figlie”) e una società madre che detiene le partecipazioni. Questa società è utilizzata per ottimizzare l’organizzazione aziendale, per ottenere vantaggi gestionali, finanziari e fiscali, e per preparare con la necessaria accortezza il passaggio generazionale.
Per gli imprenditori, la creazione di una holding offre l’opportunità di migliorare la redditività attraverso investimenti diversificati. Può essere utile anche per diversificare il rischio aziendale, ad esempio separando l’attività commerciale da quella immobiliare attraverso uno “spin-off immobiliare“, oppure allorquando un imprenditore possegga diverse partecipazioni in società operative.
L’holding che detenga le partecipazioni del gruppo, può gestire gli immobili, diritti immateriali come marchi e brevetti, e il coordinamento delle partecipazioni nelle società operative, riducendo il rischio aziendale. Inoltre, la struttura di holding può gestire il passaggio generazionale in modo più efficiente rispetto a una cessione
di partecipazioni in singole società operative.
La creazione di una holding consente anche la razionalizzazione della funzione finanziaria attraverso il coordinamento delle società partecipate. In conclusione, la creazione di una holding societaria si rivela come una mossa strategica efficiente per preparare il terreno per il passaggio generazionale e beneficiare di vantaggi fiscali, finanziari e gestionali.
La creazione di una holding è complessa: lo studio della soluzione ottimale per la fattispecie richiesta dal passaggio generazionale ben può essere affidata ad un professionista del diritto commerciale esperto in diritto delle successioni, quale l’avvocato Roberto Campagnolo ed il suo studio.
4) Il Trust
Il trust è un atto giuridico unilaterale con destinazione vincolata, attraverso il quale il Settlor conferisce beni all’interno del trust a favore del Beneficiary. Il Trustee ha l’obbligo di gestire gli asset affidati, nell’interesse dei Beneficiary, seguendo le regole riportate nel Regolamento del Trust, che viene redatto dal Trustee insieme al Cliente, in modo da prevedere in ogni dettaglio tutte le esigenze di gestione dei beni.
La funzione principale del trust risiede nella segregazione del bene conferito. Il Disponente, infatti, perde la titolarità del bene segregato che non farà più parte del suo patrimonio personale. Il bene segregato in trust, dunque, non potrà mai essere oggetto di pignoramento da parte di eventuali futuri creditori sia del Disponente che dei Beneficiary.
Grazie all’uso del trust di famiglia ed alla sua caratteristica segregativa l’imprenditore può conferire alcuni beni nel trust con un vincolo di destinazione a favore dei propri eredi, spossessandosene. In tal modo, i beni di famiglia non potranno essere aggrediti dai creditori particolari dell’imprenditore.
La legge n. 122/2016, meglio nota come la legge “Dopo di noi” ha espressamente previsto il Trust quale strumento pensato per persone con disabilità grave, in assenza di qualsivoglia sostegno familiare.
Lo stato di disabilità grave, espressamente accertato, sarà tale da essere tutelato in maniera rigida, ed unicamente per sostenere il “progetto di vita” del disabile. Questo esempio mostra come, a tutti gli effetti, il Trust sia ben recepito, pur essendo di derivazione common – law.
Nel diritto italiano, spiegando tutta la sua flessibilità ed efficacia d’impiego nel passaggio generazionale. Costituire un trust anglosassone che non contrasti con l’ordinamento giuridico italiano e soddisfi l’esigenza dellapianificazione della trasmissione della ricchezza familiare richiede la presenza di un esperto del diritto delle successioni e del diritto commerciale, anche di common law, consulenza che può essere fornita dallo Studio dell’avvocato Roberto Campagnolo.
Domande frequenti sul trasferimento della ricchezza familiare
Le risposte ai principali dubbi sulla pianificazione successoria, sul passaggio generazionale e sugli strumenti utilizzabili per organizzare e trasferire il patrimonio familiare.
Che cosa si intende per trasferimento della ricchezza familiare?
Per trasferimento della ricchezza familiare si intende l’insieme delle operazioni attraverso cui una persona organizza il passaggio di immobili, partecipazioni societarie, aziende, investimenti e altri beni alle generazioni successive, cercando di garantire continuità, tutela degli eredi e corretta gestione del patrimonio.
Che cos’è la pianificazione successoria?
La pianificazione successoria consiste nell’organizzare preventivamente il futuro trasferimento del proprio patrimonio, individuando gli strumenti giuridici più adeguati in funzione della composizione dei beni, della struttura familiare e degli obiettivi del titolare.
Perché è importante pianificare in anticipo il passaggio generazionale?
Una pianificazione effettuata per tempo può contribuire a ridurre conflitti tra gli eredi, garantire continuità nella gestione delle aziende, organizzare la proprietà degli immobili e preservare l’unità del patrimonio familiare. Permette inoltre di valutare preventivamente gli effetti civili e fiscali delle diverse scelte.
Quali sono i principali strumenti per trasferire il patrimonio familiare?
Non esiste uno strumento adatto a ogni situazione. A seconda degli obiettivi possono essere utilizzati testamento, donazioni, società semplici, holding, trust e patti di famiglia, oltre ad altri strumenti di pianificazione patrimoniale. La soluzione deve essere costruita sulla situazione familiare e patrimoniale concreta.
Qual è lo strumento migliore per il passaggio generazionale?
Non esiste uno strumento migliore in assoluto. La scelta dipende dalla presenza di immobili, aziende, partecipazioni societarie, più figli, eredi con esigenze differenti e patrimoni situati anche all’estero. In molti casi può risultare più efficace combinare diversi strumenti.
Il testamento è sufficiente per organizzare un patrimonio complesso?
Il testamento rappresenta uno degli strumenti fondamentali della pianificazione successoria e consente di stabilire la destinazione del patrimonio dopo la morte. In presenza di aziende, numerosi immobili, partecipazioni societarie o strutture familiari complesse, può tuttavia essere opportuno affiancarlo ad altri strumenti.
Qual è la differenza tra testamento e donazione?
Il testamento produce effetti dopo la morte del testatore ed è revocabile fino a quel momento. La donazione, invece, realizza normalmente un trasferimento patrimoniale durante la vita del donante. Entrambi gli strumenti devono essere coordinati con i diritti spettanti ai legittimari.
Si può trasferire il patrimonio ai figli quando si è ancora in vita?
Sì. È possibile programmare trasferimenti durante la vita attraverso donazioni, operazioni societarie, patti di famiglia e altri strumenti. È però necessario valutare attentamente gli effetti sulla futura successione e sulle quote riservate agli eventuali legittimari.
Le donazioni effettuate in vita incidono sulla futura eredità?
Sì. Le donazioni effettuate durante la vita possono assumere particolare rilevanza al momento dell’apertura della successione, soprattutto ai fini della collazione, dell’imputazione e della verifica dell’eventuale lesione della quota di legittima.
Che ruolo può avere una società semplice nella gestione del patrimonio familiare?
La società semplice può essere utilizzata per organizzare e gestire unitariamente determinati patrimoni familiari, come immobili e partecipazioni, purché l’attività esercitata sia compatibile con la natura non commerciale prevista per questo tipo societario.
Una società semplice può possedere immobili?
Sì. Una società semplice può essere utilizzata per la gestione statica di patrimoni immobiliari, purché non venga esercitata un’attività commerciale incompatibile con la relativa disciplina. Può consentire di accentrare la proprietà e disciplinare i rapporti tra i membri della famiglia.
Una società semplice può detenere partecipazioni societarie?
Sì. La società semplice può essere utilizzata anche come strumento di detenzione e gestione di partecipazioni, purché l’attività concretamente esercitata rimanga compatibile con i limiti previsti per questo tipo di società.
La società semplice protegge completamente il patrimonio dai creditori?
No. Non è corretto considerare la società semplice come uno strumento capace di rendere il patrimonio automaticamente inattaccabile. Occorre distinguere tra creditori della società e creditori personali dei soci e valutare le specifiche regole sulla responsabilità patrimoniale.
Che cos’è una holding familiare?
Una holding familiare è una società attraverso cui vengono detenute e coordinate partecipazioni in una o più società operative. Può essere utilizzata per accentrare il controllo, organizzare i rapporti tra i membri della famiglia e preparare il futuro passaggio generazionale dell’impresa.
Come può una holding facilitare il passaggio generazionale?
Concentrando le partecipazioni delle società operative in una holding è possibile organizzare il passaggio generazionale intervenendo sulla proprietà e sulla governance della holding, anziché trasferire separatamente le partecipazioni di ogni singola società del gruppo.
Qual è la differenza tra holding e società semplice?
Sono strumenti differenti. La società semplice non può esercitare attività commerciale ed è frequentemente utilizzata per la gestione di patrimoni e partecipazioni. Una holding può invece inserirsi in una struttura imprenditoriale più articolata, detenendo partecipazioni nelle società operative.
Che cos’è un trust familiare?
Il trust è uno strumento attraverso cui determinati beni vengono sottoposti a uno specifico programma di gestione nell’interesse dei beneficiari o per il perseguimento di uno scopo. Il trustee amministra i beni secondo le regole previste dall’atto istitutivo e dalla legge applicabile.
A cosa serve un trust nel passaggio generazionale?
Un trust può consentire di programmare nel tempo la gestione e l’attribuzione del patrimonio ai beneficiari, evitando una frammentazione immediata dei beni e stabilendo regole dettagliate per la loro amministrazione.
I beni inseriti in trust sono separati dal patrimonio personale?
La segregazione patrimoniale costituisce una delle caratteristiche del trust. I beni conferiti costituiscono un patrimonio separato rispetto al patrimonio personale del trustee, fermo restando che l’operazione non può essere utilizzata per pregiudicare illegittimamente i diritti dei creditori.
Un trust rende i beni sempre impignorabili?
No. La segregazione patrimoniale non rende automaticamente qualsiasi bene inserito in trust inattaccabile. La validità e l’opponibilità dell’operazione devono essere valutate alla luce della situazione concreta e delle tutele previste dall’ordinamento a favore dei creditori.
Qual è la differenza tra trust e testamento?
Il testamento disciplina principalmente la destinazione dei beni dopo la morte del testatore. Il trust può invece prevedere una gestione organizzata e prolungata nel tempo dei beni destinati ai beneficiari, secondo un programma definito preventivamente.
Che cos’è il patto di famiglia?
Il patto di famiglia è il contratto attraverso cui, nel rispetto delle condizioni previste dal Codice civile, l’imprenditore può trasferire in tutto o in parte la propria azienda e il titolare di partecipazioni societarie può trasferire le proprie quote a uno o più discendenti.
A cosa serve il patto di famiglia?
Serve principalmente a organizzare il passaggio generazionale dell’impresa mentre l’imprenditore è ancora in vita, individuando il discendente o i discendenti destinati a proseguire l’attività e regolando contestualmente i rapporti con gli altri legittimari.
Il patto di famiglia deve essere fatto dal notaio?
Sì. Il patto di famiglia deve essere stipulato mediante atto pubblico, nel rispetto delle condizioni previste dagli articoli 768-bis e seguenti del Codice civile.
Un imprenditore può lasciare l’azienda a un solo figlio?
Il patto di famiglia consente, alle condizioni previste dalla legge, di attribuire l’azienda o determinate partecipazioni a uno o più discendenti, organizzando il passaggio generazionale e disciplinando anche la posizione degli altri legittimari.
Come vengono tutelati gli altri figli nel patto di famiglia?
Gli altri legittimari devono essere considerati nell’operazione. In linea generale, l’assegnatario è tenuto a liquidare agli altri partecipanti il valore corrispondente ai diritti loro spettanti, salvo rinuncia o differenti modalità consentite dalla legge.
Il patto di famiglia è un patto successorio vietato?
No. Il patto di famiglia costituisce una specifica eccezione al generale divieto dei patti successori prevista espressamente dal Codice civile.
È possibile trasferire quote societarie ai figli senza attendere la successione?
Sì. Le partecipazioni possono essere trasferite durante la vita attraverso differenti operazioni, tra cui donazioni, riorganizzazioni societarie e patti di famiglia, quando ne ricorrono i presupposti.
I diritti degli eredi legittimari possono essere ignorati nella pianificazione?
No. Coniuge, figli e, in assenza di figli, ascendenti possono avere diritto a una quota di legittima. Testamenti, donazioni e altre operazioni patrimoniali devono essere valutati anche alla luce dei diritti che potrebbero sorgere all’apertura della successione.
Una pianificazione patrimoniale può essere contestata dagli eredi?
Sì, quando ne ricorrono i presupposti. Possono sorgere controversie quando operazioni effettuate durante la vita abbiano leso la quota di legittima, quando venga contestata la validità di un atto oppure quando non siano state rispettate le regole dello strumento utilizzato.
È possibile evitare completamente future controversie tra gli eredi?
Nessuno strumento può garantire in assoluto l’assenza di contestazioni. Una pianificazione successoria coerente, documentata e costruita con strumenti giuridici adeguati può tuttavia ridurre significativamente le aree di incertezza e prevenire molti conflitti.
È possibile pianificare separatamente immobili e attività d’impresa?
Sì. Un patrimonio complesso può essere organizzato attraverso strumenti differenti in funzione della natura dei beni. È possibile valutare strutture diverse per immobili, partecipazioni societarie e attività operative, coordinandole nell’ambito di un progetto unitario.
Quando bisogna iniziare a pianificare il passaggio generazionale?
La pianificazione dovrebbe essere affrontata prima che sorgano situazioni di urgenza. Disporre di tempo consente di confrontare più soluzioni, modificare gradualmente gli assetti societari e patrimoniali e valutare gli effetti delle scelte sulla famiglia.
Quali documenti servono per pianificare il trasferimento del patrimonio?
A seconda della situazione possono essere necessari atti immobiliari, visure, statuti societari, partecipazioni, bilanci, precedenti donazioni, testamenti, patti parasociali e documentazione bancaria.
Chi può assistere nella pianificazione del passaggio generazionale?
La pianificazione di patrimoni complessi richiede spesso un approccio multidisciplinare. Un avvocato esperto in diritto ereditario e successorio può analizzare i diritti dei familiari, coordinare gli strumenti successori e patrimoniali e collaborare, quando necessario, con notaio, commercialista e altri professionisti.